October 2006


Sono trascorsi pochi mesi dal varo del governo Prodi e i risultati in campo di sicurezza dei cittadini sono stati numerosi ed incisivi:

– 25.000 galantuomini liberati con l’indulto, l’unico provvedimento legislativo che ha trovato daccordo l’intero centrosinistra con Forza Italia. Non succedeva da anni!!!

– un aumento vertiginoso degli sbarchi dei clandestini. Il fenomeno è stato incentivato dalla maggioranza di centrosinistra che ha annunciato provvedimenti geniali come l’accettazione di tutte le domande di regolarizzazione presentate dai clandestini e, ciliegina sulla torta, la concessione della cittadinanza italiana solo dopo 5 anni di permanenza nel nostro paese!

– L’eliminazione in molte province italiane degli uffici di prefettura e questura come previsto dalla finanziaria 2006. In una finanziaria caratterizzata da aumenti indiscriminati di tasse, quali potevano essere gli unici tagli operati sulle spese? E’ ovvio. Quelli relativi alla sicurezza dei cittadini!!!

– Un aumento vertiginoso dell’attività criminale soprattutto nel napoletano dove imperversa la guerra civile. Un fenomeno alimentato dalle leve fresche di indulto e dalla sicurezza della non applicazione delle pene grazie a tutti gli amici che stanno in parlamento e che sono, grazie al consumo di stupefacenti, i migliori clienti della camorra!

Mentre la politica si interroga se è il caso di prendere atto della guerra civile in atto nel napoletano e spedire l’esercito, la mattanza non si ferma.
I morti di oggi 31 Ottobre sono 3 e uno di questi è un beneficiario del provvedimento di clemenza voluto dal governo Prodi e di cui l’onorevole Mastella, primo promotore, va tanto fiero!

Alcuni tra gli “eccellenti” che hanno beneficiato dell’indulto di Mastella e Prodi.

Cesare Previti

Silvia Baraldini

Do Nascimento

Francesco Caruso

Perché è nato l’indulto? Erano troppo affollate le carceri? Un atto di umanità? Un omaggio al Grande Pontefice che lo aveva chiesto?
Chi più di Di Pietro può raccontarci come sono andate le cose?
Pubblichiamo una sua lettera indirizzata al blog più famoso d’Italia, quello di Beppe Grillo.

“Caro Beppe,

a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione.

Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera.

Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni.

Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti.

Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi.

L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici.

L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.

Antonio Di Pietro.

Fonte: www.beppegrillo.it

Tutti gli onorevoli che hanno votato a favore del provvedimento:

CAMERA DEI DEPUTATI

Democrazia Socialista
Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

Forza Italia
Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

Italia Dei Valori
Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno
Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto
Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

Rifondazione Comunista
Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc
Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur
Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo
Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi
Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

SENATO DELLA REPUBBLICA

ALLEANZA NAZIONALE
Buccico Emilio Nicola, Curto Euprepio, De Angelis Marcello, Matteoli Altero, Saporito Learco, Valentino Giuseppe AUT Bosone Daniele, Molinari Claudio, Montalbano Accursio, Negri Magda, Peterlini Oskar, Pinzger Manfred, Rubinato Simonetta, Thaler Ausserhofer Helga, Tonini Giorgio

DC-IND-MA
Antonione Roberto, Cutrufo Mauro, Girfatti Antonio Franco, Manunza Ignazio, Massidda Piergiorgio, Pistorio Giovanni, Rotondi Gianfranco, Santini Giacomo, Saro Giuseppe Ferruccio, Stracquadanio Giorgio Clelio

FORZA ITALIA
Alberti Casellati M. E., Amato Pietro Paolo, Asciutti Franco, Azzollini Antonio, Baldini Massimo, Barba Vincenzo, Barelli Paolo, Bettamio Giampaolo, Bianconi Laura, Biondi Alfredo, Bonfrisco Anna Cinzia, Burani Procaccini Maria, Camber Giulio, Cantoni Gianpiero Carlo, Carrara Valerio, Casoli Francesco, Cicolani Angelo Maria, Colli Ombretta, Comincioli Romano, Costa Rosario Giorgio, D’Ali’ Antonio, Dell’Utri Marcello, Fazzone Claudio, Ferrara Mario Francesco, Firrarello Giuseppe, Gentile Antonio, Ghedini Niccolo’, Ghigo Enzo, Giuliano Pasquale, Grillo Luigi, Iannuzzi Raffaele, Iorio Angelo Michele, Izzo Cosimo, Lorusso Antonio, Lunardi Pietro, Malan Lucio, Malvano Franco, Marini Giulio, Mauro Giovanni, Morra Carmelo, Nessa Pasquale, Novi Emiddio, Palma Nitto Francesco, Pastore Andrea, Pianetta Enrico, Piccioni Lorenzo, Piccone Filippo, Pisanu Beppe, Pittelli Giancarlo, Possa Guido, Quagliariello Gaetano, Rebuzzi Antonella, Sacconi Maurizio, Scarabosio Aldo, Scarpa Bonazza Buora Paolo, Schifani Renato Giuseppe, Scotti Luigi, Stanca Lucio, Sterpa Egidio, Taddei Vincenzo, Tomassini Antonio, Vegas Giuseppe, Ventucci Cosimo, Viceconte G. Walter C., Vizzini Carlo, Zanettin Pierantonio, Ziccone Guido

IU-VERDI-COMUNISTI ITALIANI
Bulgarelli Mauro, Cossutta Armando, De Petris Loredana, Pecoraro Scanio Marco, Ripamonti Natale, Silvestri Gianpaolo

MISTO Andreotti Giulio, Colombo Emilio, Cossiga Francesco, Del Pennino Antonio Adolfo Mar

MISTO-PDM
Fuda Pietro

MISTO.POP-UDEUR
Barbato Tommaso, Cusumano Stefano, Mastella Clemente

RIFONDAZIONE COMUNISTA-SE
Albonetti Martino, Alfonzi Daniela, Allocca Salvatore, Boccia Maria Luisa, Bonadonna Salvatore, Brisca Menapace Lidia, Capelli Giovanna, Caprili Milziade, Confalonieri Giovanni, Del Roio Jose’ Luiz, Di Lello Finuoli Giuseppe, Emprin Gilardini Erminia, Gagliardi Rina, Giannini Fosco, Grassi Claudio, Liotta Santo, Malabarba Luigi, Martone Francesco, Nardini Maria Celeste, Palermo Anna Maria, Russo Spena Giovanni, Sodano Tommaso, Tecce Raffaele, Turigliatto Franco, Valpiana Tiziana, Vano Olimpia, Zuccherini Stefano

UDC
Baccini Mario, Buttiglione Rocco, Ciccanti Amedeo, De Poli Antonio, D’Onofrio Francesco, Eufemi Maurizio, Fantola Massimo, Follini Marco, Forte Michele, Libe’ Mauro, Maffioli Graziano, Maninetti Luigi, Marconi Luca, Monacelli Sandra, Naro Giuseppe, Pionati Francesco, Poli Nedo Lorenzo, Ruggeri Salvatore, Trematerra Gino, Zanoletti Tomaso

ULIVO
Adragna Benedetto, Amati Silvana, Angius Gavino, Baio Dossi Emanuela, Banti Egidio, Barbieri Roberto, Barbolini Giuliano, Bassoli Fiorenza, Battaglia Giovanni, Bellini Giovanni, Benvenuto Giorgio, Bettini Goffredo Maria, Bianco Enzo, Binetti Paola, Bobba Luigi, Boccia Antonio, Bodini Paolo, Bordon Willer, Bruno Franco, Brutti Massimo, Brutti Paolo, Bubbico Filippo, Cabras Antonello, Calvi Guido, Carloni Anna Maria, Casson Felice, D’Amico Natale Maria Alfonso, Danieli Franco, De Simone Andrea Carmine, Di Siena Piero, Enriques Federico, Fazio Bartolo, Ferrante Francesco, Filippi Marco, Finocchiaro Anna, Fontana Carlo Ferruccio Antoni, Franco Vittoria, Galardi Guido, Garraffa Costantino, Gasbarri Mario, Giaretta Paolo, Iovene Antonio, Ladu Salvatore, Latorre Nicola, Legnini Giovanni, Livi Bacci Massimo, Lusi Luigi, Maccanico Antonio, Magistrelli Marina, Magnolfi Beatrice Maria, Manzella Andrea, Manzione Roberto, Marino Ignazio Roberto Maria, Massa Augusto, Mele Giorgio, Mercatali Vidmer, Micheloni Claudio, Mongiello Colomba, Montino Esterino, Morando Antonio Enrico, Morgando Gianfranco, Nieddu Gianni, Palumbo Aniello, Papania Antonino, Pasetto Giorgio, Pegorer Carlo, Piglionica Donato, Pignedoli Leana, Pisa Silvana, Polito Antonio, Pollastri Edoardo, Procacci Giovanni, Randazzo Antonino, Ranieri Andrea, Roilo Giorgio, Ronchi Edo, Rossa Sabina, Rossi Paolo, Salvi Cesare, Scalera Giuseppe, Scarpetti Lido, Serafini Anna Maria, Sinisi Giannicola, Soliani Albertina, Treu Tiziano, Turano Renato Guerino, Turco Livia, Vernetti Gianni, Villecco Calipari Rosa Maria, Vitali Walter, Zanda Luigi, Zavoli Sergio Wolmar

Fonte

Mentre in Italia imperversano le polemiche sulla finanziaria di Prodi, noi vogliamo ricordare una polemica in corso un anno fa quando era il centrosinistra che protestava compatto contro i tagli dei contributi statali al cinema operati dalla finanziaria di Berlusconi.

Riportamo un articolo pubblicato su un blog apparso su Libero.it incentrato su tutti i miracolati che hanno usufruito dei contributi a cominciare dal noto comico toscano.

 

 

E l’Oscar della vergogna va a… Robberto!

 
Benigni si indigna per i tagli dei finanziamenti al cinema italiano, eppure il comico toscano ha intascato ben 5 milioni di euro per realizzare lo squallido “Pinocchio”
 
 
 di Giordano

La Legge Finanziaria varata la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, e ora all’esame del Parlamento, ha stabilito un taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) di circa 164 milioni di euro all’anno, per i prossimi tre anni. Il finanziamento del FUS scende così a circa 300 milioni di euro l’anno. I finanziamenti al cinema scendono di conseguenza da 84 a 50 milioni di euro.

Nella giornata di venerdì 15 settembre, per protesta contro il provvedimento di Tremonti, i teatri e i cinema sono rimasti chiusi per 24 ore e attori, registi, cantanti e musicisti hanno scioperato. Curiosamente sono state chiuse anche le sale di proprietà del capo del governo (targate Medusa, 120 schermi in tutta Italia) e le anteprime in uscita, programmate proprio per venerdì, sono slittate di un giorno. Tra queste, anche l’atteso “La tigre e la neve” di Roberto Benigni che si è posto subito come paladino a difesa della nobile arte che egli stesso rappresenta.
Le ragioni degli addetti ai lavori che operano nelle arti istantanee, come il teatro, il balletto o l’opera, hanno tutta la mia comprensione essendo anch’io un musicista praticante, consapevole delle difficoltà cui vanno incontro i miei “colleghi”. Comprendo meno tutti coloro che s’indignano per i tagli al cinema. Tagli operati ad un meccanismo inutile e perverso come il finanziamento pubblico ai film italiani.

I finanziamenti pubblici al cinema nascono nel ’65 con lo scopo di dare un sostegno all’esordiente di talento coprendo il 90% delle spese di realizzazione. Il film ha l’obbligo di restituire i soldi solo se raggiunge la cifra al botteghino. La legge stabiliva che si potessero finanziare fino ad un massimo di 20 opere prime. Non c’è mai stato un anno in cui i lavori meritevoli fossero di meno. Nel ’94 autori e produttori hanno chiesto di allargare il finanziamento anche a film che, secondo una commissione di esperti nominata dal Ministro per i beni culturali, possano essere di interesse culturale nazionale. In questa categoria non è più stabilito un limite nella scelta delle opere.

Ogni anno in Italia sono circa 30 i film finanziati con denaro pubblico che non escono in sala. Molto spesso, in corrispondenza di questi 30 film, vengono create 30 società che falliscono alla fine della realizzazione. I finanziamenti dovrebbero incoraggiare i giovani registi e gli esordienti ma spesso i soldi dello Stato vanno anche a registi famosi, come Scola, Tinto Brass, Monicelli, Dario Argento, Nina Wertmuller, Antonioni, o Pupi Avati.

Un film costa mediamente 3 milioni di euro e il produttore incassa il 27% del prezzo del biglietto. Il film, per ripianare il finanziamento, dovrebbe incassare circa dieci milioni di euro. Negli ultimi dieci anni soltanto nove film hanno superato la soglia dei due milioni di euro. Cinque film oscillano fra i due e i tre milioni di euro e quattro superano i tre milioni di euro.
I campioni d’incasso degli ultimi dieci anni, sono: “Va dove ti porta il Cuore”, di Cristina Comencini, “I cento passi”, di Marco Tullio Giordana, “Vajont” di Renzo Martinelli e “Prendimi l’anima” di Roberto Faenza. Tutte le altre centinaia di film finanziati dallo Stato incassano pochissimo o addirittura non escono in sala.

“Così ridevano” di Gianni Amelio, Leone d’oro a Venezia nel 1998, ha raccolto 1 miliardo e mezzo a fronte del 6 miliardo e 800 milioni ottenuti dallo Stato. “Tu ridi” dei Taviani, 800 milioni contro i quasi 6 miliardi di finanziamento. “La cena” di Ettore Scola solo 2 miliardi rispetto ai 7 ricevuti dal Dipartimento.
“Ti amo Maria”, debutto alla regia dell’attore Carlo delle Piane, finanziato con la cifra di 669 mila euro, incassò soli 6.800 euro. “Cartoni Animati”, del regista Franco Citti, finanziato con oltre un milione di euro, non è mai uscito al cinema. “Branchie”, distribuito all’epoca dalla Cecchi Gori, di Francesco Martinotti finanziato con oltre due milioni di euro, incassò 18 mila euro. “Film”, una commedia sul cinema di Laura Belli, con Laura Morante, finanziato con circa un milione di euro, incassò soltanto 11 mila euro. “Honolulu Baby” di Maurizio Nichetti, finanziato con due milioni 800 mila, incassò soltanto 44 mila euro.
In tempi recenti, l’esordio alla regia di Susanna Tamaro con “Nel mio amore”, finanziato con 2.380.000 euro, ha incassato 200.000 euro. “Volevo solo dormirle addosso”; finanziato con 2.124.000 euro, ha incassato il 25% del finanziamento erogato: 500.000 euro.

Di esempi ce ne sono centinaia tra le opere di registi famosi o sconosciuti. Tutti, hanno avuto un prestito del quale dovevano restituire obbligatoriamente solo il 30% e, nei casi delle opere prime, il 10%.
Per la quota restante, se il film non incassa, scatta il cosiddetto fondo di garanzia, ovvero la copertura dello Stato che acquisisce i diritti attraverso la banca che ha erogato il finanziamento. Negli ultimi dieci anni sono stati ammessi al finanziamento 352 film che hanno ricevuto in totale 1173 miliardi di vecchie lire.
La percentuale di rientro da parte del sistema cinema è stata circa del 20%.
Nell’80% dei casi i soldi non sono stati restituiti allo Stato.

A volte gli stessi produttori presentano budget gonfiati: chiedono dieci milioni di euro per opere che costano molto meno. Del resto l’ambiente del cinema è uno dei più creativi per antonomasia. Può succedere che per avere un finanziamento significativo, alcuni produttori indichino nel copione attori famosi a loro insaputa. Michele Placido lo racconta così:
“Una volta un regista mise il mio nome nel cast del suo film senza dirmelo. Quando lo seppi chiesi in giro e mi dissero che fare una cosa del genere era perfettamente legale. Cioè uno si alza la mattina e scrive ‘Marco Polo lo faccio interpretare da Michele Placido!’. Che posso dire, a me fa piacere che il regista abbia pensato a me però io certo non l’ho autorizzato. Se poi la legge lo autorizza a fare certi nomi, vuol dire che è legale. Nel film avrei addirittura dovuto recitare in coppia col mio amico Fabrizio Bentivoglio. Anche Fabrizio cadde dalle nuvole quando gli raccontai questa storia. Sono giochi strani. Ha chiesto otto milioni di euro? Glieli daranno pure ma gli attori non siamo noi. Se la legge funziona così allora io come prossimo film faccio ‘Vita e morte di Giulio Cesare’ con Robert De Niro e Dustin Hoffman e chiedo quaranta milioni di euro poi dico sai Bob non può… alla fine l’importante e che me ne restino una decina di milioni da gestire.”

Gli addetti ai lavori, registi e attori si difendono sostenendo che il flop al botteghino è dovuto alla distribuzione. La colpa sarebbe delle due grandi piovre, Medusa, ovvero Fininvest, e Rai Cinema che, in quanto principali sbocchi televisivi, monopolizzano la distribuzione e, di conseguenza la produzione dei lungometraggi. Attualmente la realtà cinematografica in Italia vede l’uscita di 400 film nuovi ogni anno: 100 sono di nazionalità italiana e di questi 100 film solo 20 riescono ad incassare.
Tutto il resto è perdita, film che non incassano né in Italia, né all’estero, che non sono validi per l’home video e non vengono nemmeno acquistati dalla televisione per cui rimangono come prodotti inutilizzati. Prodotti inutili che non verranno mai visti.

Perché il mercato italiano non è in grado di assorbire un numero così elevato di film. In Italia viene distribuito lo stesso numero di film che si distribuiscono negli Stati Uniti, con l’unica differenza, che in Italia abbiamo poco più di 3.000 schermi sui quali proiettare i nostri film mentre negli Stati Uniti ci sono 45.000 sale.
Nel 2003 la commissione cinema ha approvato 69 film di interesse culturale nazionale più 40 opere prime: 130 film prodotti nello stivale per il mercato italiano sono veramente troppi.

Inoltre il finanziamento pubblico è orientato verso i vincitori che, oltre a ricevere contributi a Fondo perduto, incassano un bonus per aver sbancato i botteghini: ad esempio, un film che ha incassato 10 milioni di euro riceve un premio di 2 milioni dallo Stato. Nel 2002 lo Stato ha erogato, sotto forma di contributi automatici agli incassi, più di 20 milioni di euro. Di questi, quasi 4 milioni sono andati a “Così è la vita” film di Aldo, Giovanni e Giacomo e alla casa di produzione Medusa. Inutile dire che al cinema vincono sempre le commedie e i film di Natale di Boldi e De Sica che non sono propriamente opere d’arte.

E il paladino Roberto Benigni? Anche il comico toscano ricevette un cospicuo finanziamento dallo Stato: 5 milioni di euro per realizzare lo squallido “Pinocchio” dopo che “La vita è bella” si era consacrata come il maggior incasso della storia del cinema in Italia, con quel che ne consegue in termini di bonus statali ed introiti al botteghino. Ma Benigni s’indigna per il taglio ai fondi perché gli italiani sono un popolo di santi, poeti, navigatori e cineasti, e infarcisce la sua partecipazione alla protesta con frasi demagogiche prive di significato e di un oggetivo riscontro:
“Il mondo dello spettacolo è un mondo spettacolare e quindi bisogna fare spettacolo anche nei momenti peggiori, e noi spettacolarizziamo! Che ci diano questi fondi, e noi ve li ridiamo centuplicati in bellezza e storia!”
Peccato che semplicemente confrontando sul sito del Ministro per i Beni Culturali le relazioni, dal 1995 al 2003 (anche se dal 1997 sono dettagliati i rapporti sui finanziamenti ai singoli film), sulla utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo ci si possa rendere conto che negli ultimi dieci anni gli sprechi nel mondo del cinema sono stati ingenti. Per evitare una tediosa lettura e ricerca delle cifre nelle centinaia di pagine delle relazioni, ho riportato sinteticamente la lista, anno per anno, delle principali opere finanziate dallo Stato durante le reggenze dei ministri Veltrioni, Melandri e Urbani.
Non troverete da nessuna altra parte una lista di sperperi più grande di quella riposta nelle seguenti righe: film immondi che hanno incassato poche migliaia di euro a fronte di milioni erogati a fondo perduto dallo Stato.
In grassetto i film soggetti a fondo di garanzia che avrebbero dovuto restituire solo il 30 % del finanziamento ricevuto e che nella maggior parte dei casi non sono riusciti nell’impresa.

 

Per i rapporti sulla utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo
clicca qui
 

Durante le elezioni la domanda aveva occupato le pagine di tutti i giornali. Quale toilette userà Vladimir Luxuria a Montecitorio se diventerà deputato? Poi la dichiarazione dell’onorevole Guadagno sull’utilizzo del bagno delle donne. Ora la polemica, è il caso di dirlo, ritorna a galla. Sembra che oggi, poco dopo pranzo, la deputata di Forza Italia Elisabetta Gardini abbia attaccato pesantemente la collega del Prc: “Sei un uomo, non puoi usare il bagno delle donne”, è la frase pronunciata dalla Gardini. Frase che ha lasciato di stucco Luxuria, che racconta così l’episodio: “Come faccio da sei mesi in Parlamento, e come faccio da anni nella vita, sono andata al bagno delle donne: perché sono una trans, e perché nel bagno degli uomini sarei sicuramente più in imbarazzo, come sarebbero in imbarazzo gli uomini. E non ho mai avuto problemi. Ma oggi, dopo aver usato il bagno, ovviamente con la porta chiusa, sono uscita e ho trovato la Gardini sovraeccitata che mi ha rivolto quella frase, urlando per farsi sentire anche dagli altri, e cioè che non mi voleva piùà rivedere nel bagno delle donne”. Il tutto “con una violenza verbale che mi ha molto sorpresa”. Ma parla proprio la Gardini che prima di buttarsi in politica non ha trovato una identità per se stessa? Prima era conduttrice, poi giornalista, poi attrice. E poi non era lei ad avere interpretato per ben tre serie la fiction “Una donna per amico”?

tratto da blogghissimo.splinder.com